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Chi siamo

Contribuiscono   alla   vita  del  nostro  Circolo,  sia  come  fondatori  che  come  semplici  aderenti,  numerosi professionisti,  docenti,  ricercatori,  provenienti  da  uno  svariato numero di  discipline  e che sviluppano il loro impegno, chi esercitando direttamente la libera professione  (nei campi dell’architettura,  ingegneria, sociologia, diritto,  assistenza  sociale,  economia,  turismo, ecc. ) e chi invece, come docente o ricercatore, in importanti università ed istituti di ricerca che vanno dalla Harvard University (es. Dep. Linguistics, Dep. of  the Classics) alla  Harvard  Medical  Scool  ( es. Dep. Microbioligy  and  Molecular  Genetics,  Dep. of  Systems  Biology,  Dep. of Patology,  Dep. of Epidemiology,  Dep. of  Medical Oncology, Dep of Cell Biology, Children Hospital), al  Dana Farber Institute ( Cancer Center ),  il  Boston  College, la  Boston  University  ( Dep. of  Antropology, Dep. of  Philosophy  ), la  Brandeis  University ( Dep. of Italian Language ), la Bryant University ( Dep. Ethics, Dep. Legal  Studies ),  al  Massachusetts  Institute  of  Tecnology  ( es. Whitehead Institute   for  Biomedical  Reserch, Mathematics, SENSEable  City Laboratory, Physical Oceanografy, School of  Architecture  Planning),  la Northeastern University ( dipart. Modern Language ), lo Smith  College  ( Dep. Italian  Language  and Literature)  la  University of Massachusetts  ( Dep. of  History, Dep. Political  Science  &  International  Relations,  Institute  for  Community  Inclusion ), l' Università di Bologna, l' Università di Ferrara, la Scuola Superiore. S.A. di Pisa, l' Università  La Sapienza di Roma, per terminare con il  Museum  of  Fine Arts  e il Museum of Science di Boston.

                                                                                               

                                                                                   La  nostra storia 

L’idea di costituire un circolo che potesse divenire punto di incontro dei molti studenti, ricercatori, professori, docenti e studiosi, provenienti dall’Italia e in transito più o meno rapido per Boston, aleggiava da parecchio tempo nell’aria.

Il desiderio a volte non basta, occorre un qualche cosa che faccia accendere e catalizzare la volontà degli individui per spingerli a fare qualche cosa.

Il momento catalizzante si è verificato quando Berlusconi ha tacciato coloro che, secondo lui,  non capivano le sue proposte e votavano comunque per il centro-sinistra, di essere dei “coglioni”.  

La cosa non poteva essere lasciata passare restandosene con le mani in mano.  

Alla Harvard Medical School un gruppetto di ricercatori guidato da Ballabeni e Merighi, decideva di farsi fotografare davanti alla scuola, con bandiera italiana e cartelli con la scritta “anche noi coglioni” e di inviare la foto a Repubblica, che la pubblicò.  

La foto fu vista da Tognetti, che da tempo pensava alla formazione di un circolo ad uso degli studiosi “emigranti” italiani, stabiliti definitivamente o temporaneamente a Boston.

Qualche scambio di telefonate e fu deciso un incontro delle componenti interessate, in occasione del 25 aprile, per festeggiare contemporaneamente la “Liberazione” e la vittoria dell’Unione alle elezioni politiche del 10 aprile 2006.

In quella occasione vennero poste le basi per la formazione del Circolo e, dopo vari scambi di mail e telefonate, si decise di tenere la prima riunione nei locale cortesemente messo a disposizione dal Comites (il Comitato degli Italiani all’Estero, il cui presidente Pasquale Luise aveva aderito tra i primi all’iniziativa) il 30 maggio successivo.

Da allora si sono succeduti diversi incontri informali e consultazioni telefoniche, durante i quali fu deciso di procedere ad una specie di referendum tra gli aderenti (al tempo divenuti una ventina) circa il nome da dare al Circolo. Tutti avanzarono proposte e poi, in base ad una votazione, fu scelto “La Repubblica away”, proposto da Grignolio, in omaggio alla nostra Repubblica e al quotidiano che aveva ospitato la prima manifestazione pubblica del nostro pensiero.

Contemporaneamente fu anche proposto da Tognetti di non ingabbiare il Circolo nella consueta struttura che caratterizza queste organizzazioni, per cui nessuna struttura verticale è prevista, non un presidente, non un segretario ma solo un coordinatore; non una sede ma incontri sul web e non associazione vera e propria ma solo adesione da parte degli interessati a condividerne l’esperienza e le idee politiche.